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Il Carnevale degli zuccheri nascosti

Alimentazione12 feb 20264 min di lettura

Come riconoscerli e fare scelte più consapevoli
Il Carnevale è il regno dei colori, della leggerezza e… dei dolci.
Un periodo dell’anno in cui il piacere della convivialità e delle tradizioni passa anche attraverso il gusto, spesso accompagnato da un maggiore consumo di zuccheri.
Chi sceglie uno stile di vita naturale non deve rinunciare al piacere, ma può imparare a leggere dietro le quinte, soprattutto quando si parla di zuccheri nascosti.
Spesso, infatti, li troviamo non solo nei prodotti industriali più evidenti, ma anche in integratori, bevande funzionali, tisane pronte e alimenti definiti “healthy”. Prodotti che fanno parte della quotidianità e che, proprio per questo, meritano uno sguardo più attento.
Ed è qui che la consapevolezza fa davvero la differenza.

 

Zuccheri nascosti: cosa sono davvero
Gli zuccheri aggiunti non compaiono sempre in etichetta con la parola “zucchero”.
Molto spesso si presentano sotto nomi diversi, meno immediati da riconoscere, soprattutto quando il prodotto viene percepito come naturale o salutare.
Sciroppi, estratti concentrati o ingredienti dal nome tecnico possono svolgere la stessa funzione dello zucchero tradizionale, incidendo sulla dolcezza del prodotto e, se presenti con frequenza, sull’equilibrio quotidiano.
È importante ricordare che anche uno zucchero di origine naturale resta uno zucchero.
In quantità adeguate, lo zucchero è una fonte di energia rapida e fa naturalmente parte dell’alimentazione umana; diventa problematico quando è eccessivo, frequente o poco consapevole.
Imparare a riconoscerli non significa demonizzarli, ma fare scelte più informate e coerenti con le proprie abitudini.

Per orientarsi meglio tra le etichette, può essere utile conoscere le principali “maschere” con cui gli zuccheri si presentano. Riconoscerle aiuta a leggere gli ingredienti con maggiore chiarezza e spirito critico.

 

Le maschere più comuni degli zuccheri nascosti
Quando leggiamo un’etichetta, lo zucchero raramente si presenta con un solo nome. Al contrario, utilizza molti nomi spesso poco intuitivi, soprattutto nei prodotti percepiti come naturali o funzionali.

Sciroppo di glucosio o di fruttosio
Utilizzato per aumentare la dolcezza e migliorare la consistenza. È facilmente assimilabile e può influire rapidamente sui livelli di zucchero nel sangue se consumato spesso.

Destrosio
Una forma di glucosio a rapido assorbimento. È frequente in prodotti solubili o masticabili perché migliora il gusto ed è semplice da utilizzare nelle formulazioni.

Maltodestrina
Molto diffusa in integratori, bevande istantanee e prodotti destinati anche agli sportivi. Ha un sapore poco dolce, ma dal punto di vista metabolico si comporta come uno zucchero e può passare facilmente inosservata in etichetta.

Zucchero di canna o di cocco
Spesso percepiti come alternative più naturali, vengono scelti anche per comunicare un’immagine più sana del prodotto. Dal punto di vista nutrizionale restano comunque zuccheri; quando possibile, può essere preferibile verificare la presenza di zucchero di canna integrale, che mantiene una parte dei minerali naturalmente presenti.

Succo di frutta concentrato
Utilizzato come dolcificante naturale, ad esempio in marmellate o preparazioni a base di frutta (come il succo di mela concentrato). Pur derivando dalla frutta, rappresenta una fonte di zuccheri concentrati e non contiene la fibra dell’alimento originale, che normalmente ne modera l’assorbimento.

Miele
Ingrediente naturale e tradizionale, apprezzato per il gusto e le sue caratteristiche. È comunque uno zucchero e il suo impatto dipende dalla quantità, dalla frequenza di consumo e anche dalla qualità della materia prima.

Conoscere i nomi è il primo passo. Il secondo è imparare a interpretare l’insieme della formulazione, senza fermarsi alla singola parola ma osservando il prodotto nel suo complesso.

 

Dove si nascondono più spesso
Gli zuccheri nascosti non si trovano solo nei dolci o negli snack industriali. In molti casi sono presenti anche in prodotti che scegliamo proprio perché li consideriamo più equilibrati o pratici nell’uso quotidiano.
Possono trovarsi, ad esempio, in conserve e preparazioni salate come giardiniere, verdure sotto aceto, prodotti da forno salati, sughi pronti o altre preparazioni in cui vengono aggiunti per bilanciare l’acidità o migliorare il gusto.
Allo stesso modo, bevande pronte, integratori liquidi o masticabili, tisane solubili e preparati istantanei possono contenerli per rendere il prodotto più gradevole. Anche alcuni alimenti etichettati come “fit” o “healthy” talvolta compensano l’assenza di grassi con una maggiore presenza di zuccheri.
Il punto non è eliminarli a priori, ma imparare a individuarli, comprenderne il ruolo e valutare se sono coerenti con l’uso che si intende fare del prodotto, soprattutto quando si tratta di un consumo abituale.

È utile ricordare che il nostro organismo, e in particolare il cervello, utilizza il glucosio come fonte di energia. Gli zuccheri fanno quindi naturalmente parte dell’alimentazione: ciò che fa la differenza è l’equilibrio complessivo, la qualità delle scelte e la consapevolezza con cui vengono consumati.

 

3 segnali per capire se un prodotto è troppo zuccherato
Anche senza essere esperti, esistono alcuni indizi semplici che possono aiutare a valutare rapidamente un prodotto.

1. Lo zucchero compare più volte nella lista ingredienti
Se sono presenti diversi tipi di zucchero (per esempio sciroppo di glucosio e succo di frutta concentrato), la quantità complessiva potrebbe essere significativa.

2. È tra i primi ingredienti
Gli ingredienti sono elencati in ordine di quantità. Se uno zucchero compare nelle prime posizioni, il prodotto ne contiene una percentuale rilevante.

3. Il gusto è molto dolce, anche se “naturale”
Un sapore eccessivamente dolce è spesso un segnale da non ignorare, soprattutto se il prodotto è pensato per un uso quotidiano.

 

Carnevale sì, ma con equilibrio
Il Carnevale è fatto di dolci tipici e momenti di condivisione, ed è giusto viverli con leggerezza e senza sensi di colpa. L’attenzione non dovrebbe concentrarsi sull’eccezione, ma su ciò che accompagna la quotidianità.
Togliere la maschera agli zuccheri nascosti significa sviluppare un rapporto più consapevole con ciò che consumiamo ogni giorno. Un approccio che non toglie piacere, ma aggiunge equilibrio, informazione e libertà di scelta.

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