Ci manteniamo in salute quando gli organi emuntori svolgono in modo efficiente il loro compito di convogliare verso l’esterno tossici e tossine.
Tradizionalmente sono considerati organi emuntori il fegato, l’intestino, i reni, la pelle e i polmoni. Questi organi, oltre a svolgere le loro specifiche funzioni, lavorando di concerto assicurando che gli scarti prodotti dal metabolismo (le tossine) e le sostanze che giungono dall’esterno (i tossici), come per esempio polveri sottili, pesticidi, conservanti e coloranti alimentari, non restino nel corpo, ma vengano eliminati. Se questo non accadesse in modo costante ed efficiente sul lungo periodo tali sostanze, accumulandosi, potrebbero interferire con i processi fisiologici portando a un deterioramento dello stato di salute.
Fino a qualche decennio fa secondo l’ottica naturopatico-igienista la principale bilancia di cui tener conto era l’equilibrio acido-basico. Virare a lungo verso un pH acido a causa di errori alimentari ricorrenti e stile di vita errato significava esporsi a squilibri e patologie.
Oggi, invece, pur non dimenticando di porre attenzione a questo equilibrio, dobbiamo ricordare che le fonti di sovraccarico tossinico sono ancora altre. Non si tratta solo di inquinanti che troviamo nell’aria, nell’acqua e negli alimenti. I processi industriali e la tecnologia concorrono a metterci in contatto con altre fonti potenzialmente dannose, come i coloranti dei tessuti, i prodotti per l’igiene personale, le onde elettromagnetiche. Sono inoltre fonte di intossicazione lo stress prolungato, la mancanza di sonno e riposo, e stati d’ansia pressoché costanti.
Sono tutti fattori che, nonostante il nostro corpo sia dotato di eccellenti capacità di adattamento, col tempo, se non si interviene, possono modificare profondamente la biochimica dell’organismo portando poi a una minore efficienza delle funzioni, compresa quella depurativa.
I segni di sovraccarico: a ognuno il suo
A seconda del terreno individuale ognuno può sperimentare diversi segni che indicano uno stato di intossicazione. Alcuni soffriranno di un peggioramento a livello digestivo (rallentamenti, bruciori, gonfiori), altri di discrasie cutanee (per esempio arrossamenti o pruriti), altri di difficoltà respiratorie con accumulo di catarri, altri ancora di una maggiore ritenzione idrica oppure di occhi gonfi.
Poiché lo stato dell’organismo influenza, tramite vie nervose ed endocrine, anche il tono e l’umore, uno stato di sovraccarico potrebbe portare a stanchezza cronica con riduzione della vitalità, ma anche a difficoltà di concentrazione, svogliatezza o irritabilità.
I momenti migliori per seguire la depurazione, quanto dura e chi ci deve rinunciare.
Secondo la naturopatia due sono i momenti elettivi durante l’anno nei quali seguire un programma depurativo: la primavera e l’autunno. Sono invece sconsigliati i mesi troppo freddi e quelli troppo caldi.
Un periodo di depurazione può durare da tre a sei settimane, ovvero i tradizionali ventuno o quaranta giorni,
Le modalità e la scelta delle tecniche da utilizzare saranno differenti da persona a persona. In particolare, si dovrà tenere conto delle caratteristiche costituzionali e dell’energia vitale, per far sì che la depurazione sia un’esperienza positiva oltre che utile. Prima di procedere, inoltre, è raccomandabile verificare con un esperto e con il proprio medico qualora vi siano delle perplessità o se si soffre di patologie che sconsiglierebbero il ricorso a questa pratica.
È bene precisare che la depurazione non è mai adatta durante la gravidanza e l’allattamento. Non è per i bambini, per le persone defedate né per gli anziani.
Tecniche di depurazione
Com’è facile immaginare è possibile scegliere tra molte tecniche di depurazione e questo è un bene, poiché rende possibile andare in contro alle diverse necessità. Molte di esse, se non tutte, sono piuttosto semplici, richiedono solo un po’ di volontà e organizzazione. Inoltre, possono essere associate tra loro.
Eccone alcune tra le più note e praticate:
La dieta ipotossica. In genere si tratta di eliminare gli alimenti più “intossicanti”, come per esempio tutti i cibi processati e trasformati industrialmente, i cibi precotti, i cibi raffinati (come zucchero, cereali e farine bianche) e l’alcol, a favore di un’alimentazione semplice, fatta di piatti con pochi ingredienti ben associati tra loro.
L’uso di tisane come consigliato dalla tradizione erboristica. Per esempio, Pilosella, Piantaggine ed Equiseto in parti uguali da infondere nell’acqua calda per 7-10 minuti e favorire la depurazione in particolare quando lo stato di sovraccarico si presenta come ristagno di liquidi.
L’integrazione a base di erbe. Tra le tante a disposizione, ricordiamo:
- Betulla Tintura Madre: considerata da sempre delicata ma efficace nella sua attività di allontanare le tossine attraverso la diuresi;
- Bardana Tintura Madre: il rimedio elettivo, secondo gli insegnamenti tradizionali, se si vuole dare un aiuto alla pelle e favorirne il rinnovamento;
- Tarassaco Tintura Madre: già impiegato dalla medicina araba nel X secolo per aiutare il fegato e depurare l’organismo.
Le frizioni umide o secche. Le prime ricorrono all’acqua fredda e a una pezzuola con la quale effettuare delle fregagioni su arti, busto e schiena, le seconde utilizzano una pezzuola o una spazzola (anche con l’aggiunta di oli essenziali).
Non dimentichiamo che durante un periodo di depurazione è possibile fare ricorso anche a rimedi più “sottili” come i fiori di Bach, utili anche a contrastare gli aspetti negativi dello stress sull’efficienza emuntoriale. Una miscela che può essere utile per molti, anche aggiunta nell’acqua di un bagno rilassante, è composta da Crab apple e Chicory.
Infine, va ricordata l’importanza della respirazione che, oltre a intervenire nella regolazione del pH, permette un vero e proprio massaggio degli organi dell’addome (dove troviamo molti organi emuntori) e favorisce una buona circolazione del sangue e della linfa che portano nutrienti alle nostre cellule ma anche sottraggono tossici e tossine dai tessuti per convogliarli verso gli emuntori.
Il digiuno
Il digiuno può essere considerato un particolare tipo di depurazione.
Se in passato era praticato più di frequente, anche per motivi religiosi o spirituali, e per periodi anche piuttosto lunghi, oggi, sebbene spesso affrontato per tempi più brevi, può essere un buon modo per far riposare gli organi, eliminare le tossine in eccesso e risvegliare il potere di rigenerazione intrinseco al corpo, oltre a migliorare l’efficienza metabolica.
Dal momento che si tratta di una pratica che più di altre va personalizzata, è sempre bene chiedere a chi ne ha esperienza per scegliere tempistiche e modalità.
Cosa fare una volta terminato un periodo di depurazione?
La depurazione dovrebbe essere un momento in cui non solo vengono eliminate le tossine in eccesso, ma anche un’occasione per adottare nuove abitudini. Se per esempio alcune tecniche sono state particolarmente piacevoli, possono venire riprese di tanto in tanto quando se ne sente la necessità. Se l’eliminazione di alcuni tipi di alimenti ha reso evidente il loro effetto negativo, è possibile continuare ad evitarli, sostituendoli con altri più sani. Se la tisana ha creato l’occasione per prendersi del tempo per sé, se ne possono sperimentare altre.
L’acquisizione di stili di vita più salutari permetterà agli organi emuntori di funzionare al meglio delle loro possibilità, così da affrontare il successivo cambio di stagione con più vitalità e meno “pulizie” da fare.
Deborah Pavanello
Naturopata dall'inizio degli anni 2000, specializzata in fitocomplementi e alimentazione vegetariana e vegana, autrice di libri sulla Naturopatia, insegnante in corsi per professionisti e appassionati, consulente aziendale.
www.deborahpavanello.it
Disclaimer:
Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. É sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto.
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